Scheda in continua elaborazione ed aggiornamento.
Le Migrazioni nel Cinema - Filmografia a cura del Centro Audiovisivi del Comune di Verona
Filmografia ragionata dal sito del Progetto Alias
Serie di titoli pensati per l'analisi interculturale. I destinatari di questa filmografia sono gli insegnanti...
Barcellona or die, di Idrissa Guiro, Francia, 2009, 59 ‘.
Racconta la storia di pescatori del Senegal che hanno dovuto lasciare il loro paese, per recarsi in Francia, perché i monopoli stranieri rubano i pesci. Lo sfruttamento delle risorse nei paesi d’origine, le condizioni di vita delle donne contaminate dall’AIDS e le difficoltà del viaggio, spesso senza ritorno.
Travaux - lavori in casa, di Brigitte Roüan - commedia - Francia, 2005, 95'.
Chantal Letellier è quel che si dice "una donna ammirevole", avvocato progressista, s'impegna con tutta se stessa a difendere i deboli e, avendo sia charme che grinta, vince spesso. Quando ottiene il permesso di lavoro per un giovane architetto colombiano, decide di affidargli dei piccoli lavori di ristrutturazione della sua casa e l'architetto si porta dietro, come operai, sei connazionali tutti "sans papier" non esattamente specializzati.
Da quando Otar è partito ( Depuis qu'Otar est parti), di Julie Bertuccelli, Francia-Belgio, 2003.
È più forte chi ha la pazienza e la perseveranza di aspettare o chi ha il coraggio di partire? La nonna Eka, la mamma Marina e la figlia Ada, vivono a Tblissi, in Georgia in un vecchio appartamento, dove spesso mancano la luce e l'acqua. I sogni e le speranze di ognuna cozzano sempre più spesso con la dura realtà quotidiana e si ravvivano solo quando Otar, l'adorato figlio di Eka, manda notizie e qualche soldo dalla Francia, dove è emigrato in cerca di fortuna.
L'afrance, di Alain Gomis, France, 2001, 1h30
Uno studente senegalese a Parigi è sospeso tra il desiderio di ritornare in patria e quello di restare in Francia dove si trova bene; quello di sposare la donna a lui destinata in Senegal e quello di vivere il suo amore per una giovane francese. La sua anima è divisa tra il ricordo dell'uomo che era, l'immagine dell'uomo che sperava di diventare e quella dell'uomo che sta diventando.
Lontano (Loin), di André Techiné, Francia, 2001, 118'.
Tre giorni a Tangeri del camionista Serge che fa il pendolare tra Francia e Marocco. Ha come amante l'ebrea Sarah che, chiamata dal fratello, vorrebbe andare a Montrèal (Canada) e come amico Said che sogna di vivere a Parigi.
Tutta colpa di Voltaire ( La faute à Voltaire), di Abdel Kechiche - Francia, 2000.
Il viaggio di Jallel tra i diseredati e gli emarginati di una Parigi insieme caotica e vitale, crudele e sincera, non è il solito percorso di formazione del giovane che diventa grande, né l'indigesto spaccato sociologico-politico sulla condizione dei "moderni" immigrati ...è un gioioso-giocoso ritratto dell'ars vivendi di un clandestino che, nella sua individualità e unicità, parla per tutti, parla a tutti...
Le cri du coeur, di Idrissa Ouedraogo, Francia-Burkina Faso, 1994, 86', (versione originale francese sottotitolata in italiano).
Il piccolo Moctar, costretto a lasciare la sua casa e gli amici più cari per raggiungere il padre emigrato in Francia, non riesce ad adattarsi alla nuova vita. Le sue inquietudini e angosce si materializzano in una iena che lo insegue, perseguitandolo, ovunque vada. Solo Paulo lo capisce e lo aiuta a sconfiggere le sue paure affrontando la iena che non è pazzia.
Il grido del cuore (Le cri du coeur), di Idrissa Ouédraogo, Burkina Faso-Francia, 1994, Durata: 86'
Il film è ambientato in Francia. Il bambino Moktar vede il nonno e quest'ultimo è appena morto. I fantasmi, i miti, le leggende trasudano, quasi avvolgono l'ambiente metropolitano riempendolo di mistero. L'Africa è un modo di essere dello spirito, che ogni africano si porta dentro, lo stesso legame che ciascuno ha con la terra natia. Un legame che spesso è invisibile fuori dalla portata della coscienza, ma che si sostanzia attraverso la magia di una misteriosa apparizione. Il film parla attraverso una metafora.
Piccoli affari sporchi, di Chloé Barreau, 2003.
Immigrato senza documenti, il nigeriano Okwe campa a Londra facendo il tassista e il portiere di notte in un sordito albergo del West London dove divide la camera cin una giovane turca, pure lei braccata dall'Ufficio immograzione. Una notte Okwe fa una macabra scoperta che gli apre la porta di un sottobosco criminale in cui si fa mercato degli organi umani: un rene rende circa diecimila sterline.
Cose di questo mondo (In this world), di Michael Winterbottom - drammatico - Gran Bretagna, 2002, 130'.
Vincitore dell'Orso d'oro a Berlino nel 2003.
Il viaggio della speranza di due cugini pakistani, il ragazzo orfano Jamal e l'adulto Enayatullah, dal campo profughi di Pashawar, ai confini con l'Afghanistan, sino a Londra attraverso l'Iran, la Turchia, Trieste e Calais.
Beatiful People, di Jasmin Dizdar - drammatico - Gran Bretagna, 1999, 107'.
Il film è ambientato a Londra nell'ottobre del 1993. La vita di 4 famiglie inglesi è sconvolta, ma anche rigenerata, dall'incontro con profughi della guerra nella ex Jugoslavia.
Secrets and lies, di Mike Leigh - drammatico - Gran Bretagna, 1996, 120'.
Hortense, una giovane di colore, che fa l'optometrista, ha da poco perso il padre e sente il bisogno di cercare la sua madre naturale. Le viene suggerito di rivolgersi ad un'assistente sociale che accetta di darle la sua pratica. La donna, costernata scopre che sua madre è una bianca, si chiama Cynthia è una donna triste, che lavora in fabbrica e abita in una malandata villetta bifamiliare con la figlia Roxanne, spazzina. Hortense trova il coraggio di telefonarle e di fissare un appuntamento.
Sammy e Rosie vanno a letto, di Stephen Frears, 1987.
Sposati, vivono a Londra. Lei americana con un'infanzia tormentata. Lui indiano, figlio abbandonato in tenera età di un padre che è stato un cinico ministro pakistano. Hanno una relazione all'insegna del permissivismo reciproco, entrambi con amanti dichiarati. Il padre, in declino, viene a trovarli nella speranza di recuperare sia il loro amore che l'amore perduto di una donna amata in gioventù quando viveva anch'egli a Londra. Una trama anche semplice, commedia con connotati divertenti, ma tutto si svolge in un quartiere periferico della città che sembra una banlieu parigina. Con una fotografia molto sgranata, Londra appare una specie di incubo underground in cui tutti i mali storici, il razzismo, le diseguaglianze emergono prepotentemente.
My Beautiful Laundrette, di Stephen Frears - drammatico - Gran Bretagna, 1985, 93'.
Il protagonista è il rampollo di una ricca famiglia pakistana che apre a Londra una lavanderia e si prende come socio un coetaneo, inglese e povero, che è anche il suo amante. Il rapporto padrone-servo però complica le cose.
Adisa o la storia dei mille anni, di Massimo Domenico D'orzi, Italia, 2004.
Adisa o la storia dei mille anni racconta la vita, la storia, la cultura del popolo rom all'interno delle comunità della Bosnia Erzegovina e in particolare quella di Mostar, di Varda- Kakanj, di Papratnica con un'appendice a Sarajevo.Un viaggio attraverso i campi Nomadi della Bosnia e della Croazia a dieci anni dalla guerra.
Gioventù in marcia, di Pedro Costa, Portogallo, 2006, 155'.
Ventura, un operaio di Capo Verde che vive nel quartiere Fontainhas di Lisbona (Portogallo), viene improvvisamente abbandonato dalla moglie. Camminando sperduto tra le abitazioni in rovina dove ha trascorso gran parte della sua vita e il nuovo complesso di alloggi a basso costo in cui si è trasferito, incontra sulla propria strada poveri ed emarginati del quartiere che accoglie con sé come fossero suoi figli.
Tarifa trafic, di Joakim Demmer, Germania, 2004, 60’.
Ogni anno diecimila immigrati clandestini africani tentano di attraversare lo stretto che separa il Marocco dalla Spagna su piccoli canotti. Molti di loro riescono in questa disperata impresa, ma molti altri no. Nel paradiso per surfisti di Tarifa trovare cadaveri sulla spiaggia è ormai diventato una agghiacciante routine. Tarifa Trafic racconta la storia di quegli immigrati che non riescono a raggiungere il loro sogno di una vita migliore, chiamando direttamente in causa le responsabilità di noi europei. Un film duro ed emozionante, caratterizzato da une regia sobria e mai retorica, che riempie il film di forza ed umanità.
Pièces d'identitè, di Mweze D. Ngangura, Rep. Dem. Congo, 1998, 97', (versione originale sottotitolata in italiano).
Mani Kongo, vecchio re del Congo, parte per il Belgio alla ricerca della figlia di cui ha perso le tracce...
La Promesse,
di Jean Pierre e Luc Dardenne,
Belgio-Francia-Tunisia-Lussemburgo, 1996, 90', (versione doppiata in italiano).
Il film è ambientato in Belgio. Un padre, Roger, che dà lavoro a cittadini immigrati, li sfrutta e quando un incidente ferisce gravemente uno di loro anziché aiutarlo lo lascia morire. Un figlio, Igor, che promette ad Hamidou, immigrato morente, di prendersi cura di sua moglie e del suo bambino, e che manterrà la promessa tagliando prima con titubanza poi definitivamente i fili che lo legano al padre e ad un mondo di adulti corrotto e senza valori. Perché "promettere vuol dire scegliere" .
La sposa Turca, di Fatih Akin - drammatico - Germania, 2004, 123'.
Un film tedesco che affronta una storia d´amore tenera e dura al contempo nel contesto sociale dei turchi di Amburgo (Germania). Vincitore dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino 2004.
Clando, di Jean-Marie Téno, Camerun 1996, 94', (versione originale francese con sottotitoli in italiano).
Perseguitato dalla polizia del sui paese, Sobgui decide di emigrare in Germania per darsi al busuness dell'esportazione di autovetture.
La paura mangia l'anima, di Rainer Werner Fassbinder, 1973.
Siamo a Monaco (Germania) nei primi anni settanta del secolo scorso.
Emmi è una donna non più giovane, poco attraente, dall'aspetto timido e dimesso. Sapremo poi che lavora come donna delle pulizie, che è vedova di un immigrato polacco e che ha figli già grandi e sposati. Scopriremo anche che la sua timidezza è solo gentilezza e che ha un carattere molto forte.
Jalla! Jalla!, di Josef Fares, Svezia, 2001, 88'.
Roro, giovane libanese emigrato in Svezia, è innamorato della svedese Lisa, la quale a sua volta ricambia l'amore, ma suoi genitori gli combinano un matrimonio con la connazionale Yasmine, anch'ella riluttante. Il giorno delle nozze hanno il coraggio di ribellarsi...
Il vento di Settembre, di Seiler.
Non sono solo gli italiani della seconda generazione in Svizzera a
sentirsi “metà-Svizzero, metà-Italiano”, un gran numero di emigrati rientrati nel paese natale sono “la maggior parte del tempo con i pensieri in Svizzera”. “Mi manca sempre qualcosa” dice Anna, 40 anni. “La distanza e il desiderio ti spezzano il cuore” dice Tonuccio, 65 anni, riassumendo la vita degli emigrati.
Le coeurs brules, di Ahmed El Maanouni, Marocco, 2007.
El Maanouni gioca nel titolo con il verbo "brûler" (letteralmente “bruciare”), che in Marocco – e in tutto il Maghreb – viene usato per indicare coloro che emigrano clandestinamente in Europa e costruisce il suo film attorno al dramma della fuga e del desiderio di una vita diversa, creando una dialettica tra l’impaziente attesa dei giovani che cercano di ottenere in tutti i modi il visto per andare all’estero, e il tormento dell’esistenza spezzata, dell’identità smarrita del protagonista.
Città nuda, di Kostantinos Yannaris, Grecia, 1998, 92'.
A Menidi, quartiere periferico di Atene dove, dopo la dissoluzione dell'URSS, sono immigrati molti kazaki, provenienti dall'ex repubblica sovietica asiatica del Kazakistan, il diciottenne Sasha conduce una doppia vita di operaio edile e di ragazzo di strada che frequenta discoteche, prostitute, drogati e malavitosi.
Canzone di Carla, di Ken Loach, Gran Bretagna-Nicaragua, 1996, 126'.
George Lennox, un autista di autobus di Glasgow, incontra Carla, una profuga del Nicaragua che conduce un'esistenza al limite, e decide di aiutarla; la riaccompagna in patria e i due si mettono alla ricerca dei parenti e del fidanzato della ragazza.
Guerra o pace. Una giovine Italia, di Alberto Valtellina, Italia, 2009, durata 59 ‘.
Un Centro di Formazione Professionale: quella che per alcuni è zona di scontro, si rivela come spazio di collaborazione e di incontro.
Un maestro senegalese alle prese con alunni vivaci e consapevoli. Un giovane marocchino che ha lasciato il suo Paese e la sua famiglia per venire in Italia all’età di undici anni.
Non è guerra, non è pace. La telecamera segue i protagonisti, condivide momenti di vita di tutti i giorni con curiosità e perplessità denunciate, cercando di aggirare i pregiudizi culturali e gli stereotipi.
Good mornong Aman, di Claudio Noce, Italia, 2009, 103’.
Aman, italiano di origine Somala, ha quasi 20 anni. Bello, intelligente, astuto e che domina ogni sfumatura della lingua italiana, è arrivato a Roma all’età di 4 anni, scappando da Mogadiscio e dalla guerra.
Mar nero, di Federico Bondi, Italia – Francia – Romania, 2008, 95 ‘.
Dopo la morte del marito, l'anziana Gemma ha bisogno di qualcuno che badi a lei, e visto che il figlio vive lontano da Firenze, é costretta a prendere una badante, Angela, rumena, arrivata in Italia per mettere da parte i soldi per avere un figlio insieme a suo marito. Dopo le difficoltà iniziali, tra le due donne si instaura un bel rapporto, favorito anche dal fatto che Gemma rivede in Angela se stessa da giovane subito dopo la guerra. Quando però, il marito di Angela, smette di rispondere alle sue telefonate, la donna preoccupata vuole tornare in patria per capire cosa stia succedendo...
Il colore della bassa, di Giuseppe Morandi, Italia, 2008, 30 ‘.
La trasformazione dell’agricoltura nella Bassa padana, dagli anni Cinquanta a oggi. Cambiamento del paesaggio, delle coltivazioni e avvento della monocultura e degli allevamenti intensivi degli animali. L’immigrazione dai paesi del sud del mondo e dai paesi asiatici che sostituiscono i “paisan”(lavoratori della terra) e i “bergamini” (mungitori di vacche). Le nuove catene dell’industria alimentare, dall’allevamento alla macellazione e alla lavorazione dei prodotti alimentari.
Dietro la porta, di Carlotta Ehremberg, Italia – Germania, 2007.
Sonia, una giovane migrante dell’Est Europa, si trova nelle mani di Giancarlo, che la costringe a prostituirsi. Una sera Sonia e Giancarlo cenano in un ristorante, dove si trova anche Elena insieme alla madre anziana della quale deve prendersi cura. Sonia va al bagno dove incontra Elena, che l’aiuta a scappare. Ma la sua liberazione si rivelerà solo apparente…
Lettere dal Sahara di Vittorio De Seta - drammatico - Italia, 2006, 123'.
Il viaggio di un ragazzo senegalese, Assane, che costretto a lasciare l'università perchè bisognoso di lavorare, decide di partire per l'Italia, affrontando uno dei tanti viaggi clandestini...
Cricket cup, di Massimiliano Pacifico e Diego Liguori, Italia 2006, cortometraggio.
Attraverso i frammenti di vita di cinque personaggi si guida lo spettatore verso la scoperta della comunità srilankese: un popolo di immigrati che ha saputo inserirsi e stabilirsi a Napoli. Ma la sorpresa più interessante è la loro capacità di giocare a cricket e organizzare con successo tornei, con tanto di trofei e premi in denaro, in una nazione, l’Italia, in cui la maggior parte della popolazione non sa nemmeno cosa sia questo sport.
Hotel Dajti, una storia al di là del mare, di Carmine Fornari.
Ambientato tra la Puglia e l'Albania, "Hotel Dajti" del regista Carmine Fornari, in una Tirana splendente e "mussoliniana" del 1938, racconta una storia d'amore, tra un italiano, mago illusionista appena scritturato al Grand Hotel Dajti, e una giovane ragazza albanese di buona famiglia, Sara, appassionata di magia.
Saimir, di Francesco Munzi, 2005, Italia, 88 min.
I protagonisti sono due stranieri, un padre e un figlio di quindici anni, due immigrati dell’Est Europa, con un rapporto forte. Il padre traffica con i clandestini provenienti dall'Albania impiegandoli poi nei suoi affari pochi puliti. Il giovane non condivide le attività del padre, ma allo stesso tempo non trova la forza per ribellarsi. Sino a che un giorno il padre aiuta un noto mafioso albanese capo di un' organizzazione legata alla prostituzione. Il ragazzo ha una reazione violenta, si scontra con il padre e decide di abbandonarlo. Inizia così un suo cammino tutto personale alla ricerca di un riscatto possibile...
Quando sei nato non puoi più nasconderti, di Marco Tullio Giordana, Italia, Regno Unito, Francia, 2005, 105'.
Sandro è il giovane figlio di un industriale bresciano. La sua esperienza quotidiana lo mette a contatto con persone provenienti da diversi paesi extracomunitari ma la sorte che lo attende gliene farà sperimentare direttamente le profonde sofferenze. Infatti, nel corso di una vacanza in barca a vela verrà sbalzato fuoribordo, creduto morto dai genitori ma salvato e issato a bordo di una 'carretta del mare' che trasporta clandestini. Qui diventerà amico di due giovani romeni. (Intervista con il regista)
Un confine di scacchi, di Stefano Savona, Italia, 2002, 57'. E' un confine di specchi quello che separa le coste siciliane da quelle tunisine. Un confine che divide, unisce, allontana e avvicina, un confine che paradossalmente finisce per accomunare, aggregare. Un confine tra due mondi diversi e uguali, una distesa di specchi che riflettono volti, anime, vite che quasi si confondono tra loro. Seguendo il tragitto della nave "Prometeo" di un gruppo di pescatori tunisini, che fa la spola tra La Goulette (Tunisia) e Mazara del Vallo (Sicilia), si percorre un viaggio a ritroso nella vita dei pescatori di oggi e di ieri. Le storie di Taufik, di Habib, di Ridha e di Hassin, quattro immigrati tunisini, si sovrappongono a quelle di un'altra emigrazione, quella dei 150.000 siciliani, pescatori, contadini, muratori, minatori, che agli inizi del secolo scorso si trasferirono in Tunisia.
Lettere al vento, di Edmund Budina, Italia, 2002, 84'.
Niko, cinquantenne ex professore albanese ed ex segretario del Partito Comunista del suo paese, deve trovare i soldi per raggiungere l'Italia e scoprire che fine ha fatto suo figlio Mikel, partito via mare anni prima, di cui non ha avuto più notizie ma che regolarmente manda i soldi per mantenere la famiglia. Uno strano evento lo costringe ad imbarcarsi in questa impresa: a scuola, sua figlia viene rapita per essere avviata alla prostituzione, ma quando i carcerieri scoprono che si tratta della sorella di Mikel la liberano immediatamente. Cosa è diventato Mikel in Italia? Perchè tutti lo temono?
Chi non rischia non beve champagne, di Enrica Colosso, Italia, 2002 Mirabella - Sidelfingel andata ritorno di Andreas Pincler, Italia 2002. Chi non rischia non beve champagne racconta le storie di giovani donne che lasciano l'UKraina per cercare la loro fortuna in Occidente. Qualcuna spera di trovare un marito, altre sono convinte di avere un contatto per un lavoro serio, qualcuna è disposta a tutto perché, come recita un vecchio proverbio russo, "chi non rischia non beve champagne". Nessuna si aspettava l'inferno che ha trovato. da http://www.fandango.it
Tra Genova e Fez, di Vincenzo Mancuso, Italia, 2002.
Dai vicoli della Medina di Fez ai vicoli di Genova: quattro fratelli raccontano il loro processo di integrazione in Italia. Figli di uno dei primi immigrati marocchini che negli anni ’70, ignaro di distanze e costi di un paese sconosciuto, spese tutti i suoi risparmi per pagare un taxi che lo portasse da Roma
L' italiano, di Ennio De Dominicis, Italia, 2001.
Nel 1991 Giorgio, un giovane albanese con un po' di sangue italiano nelle vene (il nonno faceva parte delle truppe di occupazione fascista italiane in Albania) sbarca, con migliaia di altri connazionali, sulle coste pugliesi. Ha sempre sognato di arrivare in Italia e spera che il fatto di avere un antenato italiano lo aiuti ad integrarsi meglio e più rapidamente nel nostro Paese. Ma le speranze muoiono in fretta, prima sull'Appennino abruzzese, dove continua a sentirsi un emarginato, e poi a Roma, dove entrerà a far parte di una banda di malavitosi. Il film è pervaso da una costante sensazione di ineluttabilità del destino, che sfocia in un amaro e rabbioso pessimismo.
Nemmeno in un sogno, di Gianluca Greco, Italia, 2001, 110'.
Ahmet, pastore in una lontana provincia dell'Asia, è affascinato dal paese delle meraviglie raccontato dagli spot pubblicitari della nostra televisione. Riesce quindi a lasciare il suo paese con una capra e un ombrello e sbarca in Puglia dove viene catapultato nel villaggio vacanze Magic Club dove sembrano avverarso tutti i suoi sogni. Con la sua antica saggezza riesce anche a conquistare la bionda Vale ma gli scafisti gli hanno appioppato una valigetta che fa gola a due malavitosi da fumetto, Zicarico e Eraclio.
Tornando a casa, di Vincenzo Marra, Italia, 2001, 88'.
Un gruppo di pescatori, tre napoletani e un algerino, durante la notte attraversa clandestinamente le acque territoriali per pescare nella parte africana più ricca. Il giorno dopo, stanchi per la tensione accumulata, i pescatori discutono sulla opportunità di continuare ad effettuare la pesca clandestina. Franco non è mai stato d’accordo ed è preoccupato. Ancora più di lui lo è il suo compagno algerino Samir. Ma Sasà e Giovanni, gli anziani del gruppo, hanno già deciso: quando calerà il sole, torneranno a sconfinare in quel tratto di mare.
Un posto al mondo, di Mario Martone e Jacopo Quadri, Italia, 2000, Betacam, 76'.
Montaggio di materiale d'archivio Rai e immagini provenienti da tutto il mondo per uno sguardo analitico su guerre, carestie, esodi, separazioni, incontri. Ad esse si sovrappone il racconto di una messa in scena teatrale di Mario Martone, l'Edipo re di Sofocle, realizzata al teatro Argentina di Roma con la partecipazione di un coro di emigranti, donne e uomini giunti in Italia nei modi più diversi: marginali, integrati, poveri, colti oppure ignoranti, rom, curdi, slavi, kosovari, maghrebini, africani.
Ospiti, di Matteo Garrone, Italia, 1998, 78'.
Gheni e Gherti, due giovani albanesi che fanno i lavapiatti a Roma vanno ad abitare in casa del fotografo Corrado che diventa presto amico del primo, mentre Gherti, più irrequieto e insofferente, lega con Lino (P. Mura), anziano immigrato sardo che ogni giorno accompagna in giro per la città la moglie, affetta da depressione e mania di persecuzione.
Terra Di Mezzo, di Matteo Garrone - drammatico - Italia, 1997, 78'.
Il film si articola in tre episodi, una trilogia sulla vita quotidiana di alcuni stranieri che vivono a Roma.
Pummarò, di Michele Placido, Italia, 1990, 100'.
Kawaku, un laureato del Ghana desideroso di andare a perfezionarsi in medicina in Canada, arriva nel Casertano per cercare il fratello Giobbe, detto Pummarò per il suo lavoro nella raccolta dei pomodori. Giobbe, però, a causa di uno scontro per una differenza di paga con un capo della camorra locale, ha rubato un camion e da tempo se ne è andato prima a Roma - dove ha messo incinta Nanù, una connazionale - e poi a Verona.
L'assedio, di Bernardo Bertolucci, Italia-Gran Bretagna, 1998, 93'.
In un antico palazzo di Roma affacciato sulla scalinata di Trinità dei Monti ed ereditato alla morte di una zia, vive Mr. Kinsky, un americano senza un lavoro preciso, legato solo al pianoforte e alla musica di Bach, Mozart, Grieg. In cambio delle pulizie, Mr. Kinsky ha affittato una stanza a Shandurai, giovane africana che studia medicina. Shandurai ha lasciato in Africa il marito, arrestato dalla polizia e detenuto in carcere. Di questa situazione Mr. Kinsky viene a conoscenza solo quando le regala un anello, le dice che la ama e che vorrebbe sposarla.
Giamaica, di Luigi Faccini, Italia, 1998, 84'.
Un ragazzo di colore, desideroso di raggiungere la Giamaica, muore in un incendio doloso in una delle tante periferie romane. I suoi amici cercano i colpevoli nella notte e intanto scoprono se stessi e la speranza in un futuro di solidarietà.
L'albero dei destini sospesi, di Rachid Benhadj, Italia, 1997, 106'.
Samir è un ragazzo emigrato in Italia alla ricerca di una vita migliore. Maria è una giovane donna provata da un’esistenza non facile. Il destino li fa incontrare ed insieme iniziano un viaggio verso il sud, che diviene percorso di iniziazione, confronto di due culture, di due universi che si scoprono vicini e lontani ad un tempo. Samir si innamora di Maria. La loro fragile felicità si infrange di fronte ad un segreto troppo pesante. Rimane, nel deserto, un albero ai cui rami sono appesi nastri colorati, simbolo dei desideri che si vorrebbero vedere esauditi. Chissà dove li porterà il vento...
Vesna va veloce, di Carlo Mazzacurati, Italia-Francia, 1996, 92'.
Vesna arriva in un autobus a Trieste, da un villaggio della Repubblica Ceca, e non riparte. Per mantenersi si prostituisce finché a Rimini conosce un caposquadra muratore che, dopo essere stato suo cliente, le si avvicina come persona, amico, amante. Ma lei gli sfugge: la sua determinazione a fare soldi è il suo destino. Si può vendere il corpo, salvando l'anima?
Lamerica, di Gianni Amelio, Italia, 1994, 127’, (versione originale in italiano).
Abbandonato dal suo socio (M. Placido) con cui nell'Albania del 1991 aveva progettato una grossa speculazione, l'italiano Gino (E. Lo Verso) cerca di tornare in Italia portandosi con sé Spiro, ovvero Michele Talarico (P. Milkani), un compatriota che ha perso la memoria e crede di essere in Sicilia, pronto a emigrare verso l'America.
L'articolo 2, di Maurizio Zaccaro, Italia, 1993, 106', (versione originale in italiano).
Said Kateb, algerino, vive in un quartiere da poco sorto nelle campagne
dell'hinterland milanese con la moglie Malika e i tre figli. Said è un immigrato della prima generazione con tutti i permessi in regola, quindi "diverso" rispetto ai tanti immigrati semiclandestini e disperati di oggi. Difatti, pur essendo musulmano, è decisamente integrato: ha un lavoro e con il suo stipendio può mantenere la famiglia e anche spedire, di tanto in tanto qualche risparmio a casa, in Algeria. La sua è un'esistenza fatta di fatica ma anche di grande dignità e fierezza e i suoi compagni di squadra, con i quali lavora agli scavi per una nuova linea della metropolitana, lo apprezzano e lo rispettano.
Clandestini nella città, di Marcello Bivona, Italia, 1992, 95'.
Alì è un tunisino che emigra nel nostro paese. Scacciato dalla pensione dove dorme, inizia a vagare senza meta. Nasce l' amicizia con Lallo, un ragazzo sensibile che male si intende con il suo datore di lavoro e con Rosa, una ragazza sognatrice che vende fiori e sogna una vita diversa, a misura d' uomo. Giorno per giorno Alì si renderà conto che per lui sarà impossibile trovare un lavoro ed inserirsi nella società. Come rimedio resta solo il sogno, interrotto purtroppo da una realtà troppo cruda.
Pasta nera, di Alessandro Piva, Italia.
1945. La guerra è finita e l’Italia è devastata, ma l’entusiasmo della nascente democrazia attraversa il Paese.
Nel clima di collaborazione delle forze anti-fasciste per ricostruire il paese devastato, affamato, profondamente ferito dalla guerra, migliaia di famiglie di lavoratori del centro nord aprirono le loro case a decine di migliaia di bambini provenienti dalle zone più colpite e di più antica miseria del Meridione, ma anche di altre zone martoriate del Paese.
Freedom writers, di Richard LaGravenese, USA-Germania, 2007, 123 ‘.
Freedom writers è un film tratto da una storia vera, e narra la vicenda di una coraggiosa insegnante, Erin Gruwell, che osò credere con tutto il cuore in un programma di integrazione razziale sorto all'indomani delle rivolte a Los Angeles. I suoi alti ideali tuttavia si scontrarono molto presto con la crudele realtà dei fatti: da una parte dovette affrontare una classe problematica.
Un dia sin mexicanos, http://www.undiasinmexicanos.com/
Bordertown, di Gregory Nava, Gran Bretagna-USA, 2005, 112’.
Juárez, Messico: terribilmente attuale e inaccettabile. Una “bordertown” dove migliaia di persone inseguono il sogno di un lavoro e di una vita nuova, di una possibile via di passaggio per gli Stati Uniti, ma in risposta trovano solo un incubo, senza fine e senza ascolto. Un mondo fatto di povere, di quartieri a luci rosse e di bidonville che estendono per chilometri e chilometri le loro baracche sporche e tremolanti; un mondo dove è permesso tutto, davanti agli occhi di tutti. In questa triste scenografia Nava fa muovere i suoi personaggi: una giornalista in carriera che nasconde un segreto sepolto nei ricordi limpidi di un passato che ha sempre cercato di cancellare; una giovane donna, vittima di violenze sessuali, che vende il suo lavoro e tutto il suo tempo in quelle enormi fabbriche senza speranza; e il direttore del giornale di Juárez, che lotta, fino alla morte, per dar voce a tutte le femminilità violate e sotterrate nel silenzio dalle stesse autorità locali.
Le tre sepolture (The Three Burials of Melquiades Estrada), di Tommy Lee Jones - drammatico, USA, 2005, 120'.
Una storia di confine tra Usa e Messico, ma di confini anche morali invalicabili secondo l'etica della frontiera, scritta dal Guillermo Arriaga di Amores perros e 21 grammi. Il malinconico ultimo viaggio di un cadavere, un gringo ucciso per caso da un poliziotto costretto dal vaquero amico della vittima a portare il corpo nella sua terra oltre Rio Bravo. Tre sepolture e tre funerali con un inedito esempio di odio-amore virile, un'avventura epica che parte dalle radici sociali etniche del western e che inizia senza pietà con un coyote che mangia carne umana.
Ma è la pìetas che è sovrana in questo strepitoso debutto fatto della pasta del cinema spietatamente umano.
La ciudad di David Riker, USA, 2000, 88'.
Racconti dal lato oscuro di New York, la città degli immigrati clandestini, dei lavoratori stagionali e dei latino-americani residenti a Manhattan. Un'intensa collaborazione di cinque anni con la comunità degli immigrati ha dato vita a una complessa narrazione in quattro parti, recitata da attori professionisti. La Ciudad è girato in un bianco e nero accurato e toccante.
Verso il sole, di Michael Cimino, Stati Uniti d'America, 1996, 122'.
Lui è un medico di successo: bella casa, bella moglie eccetera. L'altro è un criminale diciottenne, indiano, malato terminale - anche se non sembrerebbe. Il ragazzo riesce a scappare e sequestra il medico che gli permetterà di arrivare vivo a un certo lago su certi monti. Se si bagnerà in quell'acqua guarirà. Il film diventa dunque un road movie aperto, con una sua piccola mitologia e con tutti i giusti ingredienti compreso il grande "sentimento finale".
God Grew Tired of Us di Christopher Quinn, USA, 89'.
Nel 1980, quando scoppiò la guerra civile in Sudan, tre coraggiosi giovani iniziarono un lungo viaggio verso gli Stati Uniti...
Bread and roses di Ken LoachGran - drammatico, G.Bretagna-Spagna-Francia-Germania-Svizzera, 2000, 110'.
Maya, una giovane messicana, attraversa il confine per congiungersi alla tenace sorella maggiore, di trent'anni, che lavora come donna delle pulizie in un grattacielo di downtown, occupato dagli uffici di alcuni dei più importanti uomini d'affari di Los Angeles.
De l'autre cotè, di Chantal Akerman, Francia-Messico, 2002, 103'.
Interviste e immagini di grande intensità delineano il tragico confine tra Messico e Stati Uniti: la storia di gente povera che rischia ogni giorno la vita per superare una linea nel deserto e scappare verso un posto di lavoro, un po’ di soldi e un’esistenza da clandestino nel sogno americano fatto di ostilità e razzismi
L’ ultimo pulcinella, di Maurizio Scaparro, Italia, 2008, 89’.
L'ultimo Pulcinella liberamente ispirato a un soggetto inedito di Roberto Rossellini, è la storia di un rapporto spesso traumatico tra un ragazzo napoletano che cerca nuovi stimoli creativi e di vita lontano dalla sua città, e di un padre, artista di strada, che guadagna con fatica la vita continuando a cantare e a recitare nelle piazze di Napoli "le storie di Pulcinella". È anche la storia quindi di un mondo che cambia, di generazioni che stentano a capirsi, ambientata fra la Napoli d'oggi e la Parigi delle banlieues, altro crocevia di faticose e spesso violente contraddizioni, dove padre e figlio cercheranno con fatica di costruire nuovi sogni anche attraverso il teatro. Ma la disillusione sarà più forte della speranza.
Azur e Asmar, di Michel Ocelot - animazione - Francia, 2006, 99 ‘.
La favola di due amici nemici nel XV secolo: Azur, biondo con gli occhi blu, e Asmar, bruno con gli occhi scuri. Da piccoli si battono e si amano come due fratelli. Separati per alcuni anni, i due amici d'infanzia, uno cristiano, l'altro musulmano, si ritroveranno come rivali alla ricerca della fata dei Ginn, in un Maghreb medievale, pieno di pericoli, di sortilegi e di meraviglie.
Forte e chiaro, di Maria Rosa Jijon, Italia, 2006.
I figli degli immigrati hanno voglia di urlare. Le loro parole, sfoghi e dubbi sono stati registrati dall'artista ecuadoriana Maria Rosa Jijón in collaborazione con G2, rete di figli di immigrati riuniti su base generazionale e trasnazionale. Tante e diverse le loro nazionalità di origine filippina, marocchina, eritrea, bengalese, cilena, cinese, senegalese, etiope, argentina ed egiziana. «Questo video raccoglie le urla di sfogo e di ironia di alcuni di noi, figli di immigrati nati o cresciuti in Italia, perché vogliamo che il Paese si renda conto della nostra esistenza, dei nostri bisogni» (Mohamed Tailmoun, uno dei portavoce della rete G2).
Il pane nudo, di Rachid Benhadj, Algeria, Italia, Marocco, 2005, 90'
Storia dello scrittore Mohamed Choukri, dall’infanzia segnata dall’odio per un padre brutale e l'amore per la madre anche lei vittima incosciente, attraverso l’adolescenza, le lotte tra le bande di quartiere, la prostituzione, la droga fino ai giorni dell’indipendenza e la decisiva esperienza del carcere. Il ritratto feroce e appassionato del Marocco degli anni’60, la storia di un’anima illuminata dal desiderio di riscattarsi e dall’urgenza di scrivere.
Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano ( Monsieur Ibrahim et les fleurs du Coran), di François Dupeyron - drammatico - Francia, 2003, 94'.
In un quartiere popolare parigino le cui strade hanno nomi di favola (Rue Bleu, Rue de Paradis) diventano amici un anziano bottegaio musulmano adepto al sufismo e nato in Turchia, Monsieur Ibrahim, e un adolescente ebreo a cui l'essere ebreo non interessa affatto.
Mirka, di Rachid Benhadji, Italia-Francia-Gran Bretagna-Spagna, 2000, '103.
Il film, ambientato in un villaggio delle montagne della ex Iugoslavia, racconta infatti la storia di Mirka, un bambino nato appunto da uno stupro di guerra. Siamo nel vivo del problema dal momento che, come afferma Milovan Gjilas, lo storico oppositore di Tito, le ragioni del bagno di sangue sul territorio che una volta era la Iugoslavia vanno ricercate nelle ideologie che ancora oggi si prefiggono ostinatamente l’obiettivo della instaurazione di uno stato etnico, ancora meglio di uno stato etnicamente puro. Ma, mentre in Tuchia lo stupro esprime simbolicamente l’affronto e la delusione inflitta alla popolazione per le speranze tradite e per gli obiettivi disattesi della rivoluzione, qui diventa arma di guerra per annientare la dignita' e l’identita' del nemico.
Non uno di meno, di Zhang Ymou, Cina, 1999.
Una maestrina (con o senza la penna rossa) va in cerca della pecorella smarrita, lo scolaretto scomparso dalla sua classe. La classe di Yimou non è acqua, anche con un soggetto deamicisiano. Uno di quei film fatti apposta per vincere il Leone a Venezia. Cosa che si è puntualmente verificata. Dalle opere in costume, Lanterne rosse, ai soggetti contemporanei, lo stile perde un po'.
Pic-nic alla spiaggia (Bhaji on the Beach) di Gurinder Chandha, Gran Bretagna, 1993, 101'.
A Birmingham d'estate il Saheli Asian Women Center organizza una gita in minibus a Blackpool (Gran Bretagna), metropoli balneare inglese, alla quale partecipano nove donne asiatiche (più un bambino) di diversa età, cultura ed estrazione sociale. Per tutte, soprattutto per due di loro, sarà una giornata particolare.
The namesake, di Mira Nair, India-USA 2006, 122 ‘.
Dopo essere sopravvissuto a un incidente ferroviario Ashoke cambia vita, inizia a viaggiare e torna in India solo per sposare, secondo la tradizione bengalese, una giovane donna scelta dai genitori, Ashima. Entrambi si trasferiscono a New York dove, nonostante i contrasti climatici e culturali, Ashima e Ashoke hanno due figli: un maschio Gogol e una femmina, Sonia. Lo scontro fra le culture si manifesta con piú evidenza quando i figli crescono e quando Gogol dovrà decidere fra due mondi diversi e tra due bellissime ragazze.
Babel, di Alejandro Gonzalez Inarritu, USA, 2006, 135'.
Un film diviso in varie storie: in Marocco due adolescenti nel mezzo del deserto provano un fucile che il padre ha dato loro per tenerelontano gli sciacalli dalle capre, ma la pallottola sparata arriva molto più in là di quanto si sarebbero aspettati. Una donna americana in crisi che si trova con il marito su un autobus di un viaggio organizzato. La coppia ha lasciato a San Diego (Stati Uniti) i figli che sono affidati ad una tata messicana che però non può mancare al matrimonio del figlio. Nel mentre in Giappone una ragazza sordomuta vive il disagio di un adolescenza particolarmente difficile.
Fatima, l’Algerienne de Dakar, di Med Hondo, Francia, Mauritania, Senegal, Tunisia, 2004, 89min
Il sottotenente senegalese alleato della Francia, sposa l’algerina Fatima per toglierla da uno stato di perenne umiliazione ed emarginazione a causa del figlio nato dalla violenza. Un figlio nero insultato e disprezzato continuamente dagli sguardi e dalle voci indiscrete della gente, che sottolinea la divisione e il senso di superiorità di un popolo rispetto a un altro.
Crash, di Paul Haggis - drammatico, USA-Germania, 2004, 113'.
Una casalinga di Brentwood e il marito procuratore. Un iraniano proprietario di un 24hours shop. Due detective della polizia, amanti occasionali. Il regista nero di un canale televisivo e la moglie. Un fabbro latinoamericano. Due ladri di automobili. Una recluta della polizia. Una coppia coreana di mezza età… Vivono tutti a Los Angeles. E nelle prossime 36 ore per loro sarà inevitabile scontrarsi…
La porte du soleil, di Yousry Nasrallah - drammatico - Francia - Egitto, 2004.
La storia dei palestinesi, del loro viaggio forzato dai campi della Galilea al Libano nell’arco di cinquant’anni di durezze, speranze e amori.
Raccontata attraverso le storie personali di Younès, combattente, trincerato in Libano, clandestino nel suo paese; di Nahila, la sua giovane sposa, in fuga senza fine con il suo popolo senza terra: di Khalil, che accudirà Younès, in coma, a Beirut; di Shams, che Khalil amava e fu giustiziata dai suoi compagni d’armi. Un film epico e corale, intensamente politico e poetico. Il film è diviso in due parti: La partenza e Il ritorno.
Fortezza Europa (Trdnjava Evropa), di Zelimir Zilnik, Slovenia, 2000, 80'.
Storie di rifugiati che, dopo il deserto e il mare, hanno smesso di nascondersi, e sono usciti allo scoperto, per camminare a testa alta, come un uomo sulla terra. Storie di rifugiati che accusano senza mezzi termini la polizia libica di violenze e torture nei campi di detenzione finanziati dall’Italia. Storie che ribaltano i ruoli. E fanno delle migliaia di “clandestini” che sbarcano sulle nostre coste, altrettanti testimoni di un durissimo atto d’accusa.
El Medina di Yousry Nasrallah, Egitto, 1999, 105'.
Ali è un giovane attore che abbandona la famiglia, gli amici, il suo lavoro e il suo amore per andare a Parigi da solo. Le disastrose avventure nella nuova città lo portano ad apprendere una lezione essenziale: tutti i luoghi sono uguali, per trovare se stessi. Ali decide di ritornare al Cairo a riscoprire il suo passato e a riprendere la sua vita.
Mio figlio è un fanatico ( My Son The Fanatic) di Udavan Prasad, Gran Bretagna, 1998, 95’.
Tratto dal racconto Love in a Blue Time (1996) dello scrittore anglo-pakistano Hanif Kureishi (1954), è il ritratto di un taxista pakistano – che ha trovato un lavoro e un discreto benessere a Bradford (Gran Bretagna), centro laniero dello Yorkshire – e dei suoi difficili rapporti con il figlio che improvvisamente si è votato al fondamentalismo islamico e rifiuta la cultura occidentale. Attraverso una interessante galleria di personaggi – che hanno nel film più spessore e più spazio rispetto al racconto – U. Prasad illustra il tema centrale della narrativa di Kureishi che è quello del conflitto, con i conseguenti problemi, tra la cultura e i costumi occidentali e le proprie origini per gli immigrati asiatici. La trovata è quella di ribaltare i tradizionali ruoli del conflitto: qui sono i figli a difendere le radici e i valori originali contro i genitori che si sono ormai inseriti. O. Puri, celebre attore indiano, è un protagonista di ammirevole intensità.
East is east, di Damien O'Donnell, commedia, Gran Bretagna, 1998, 96'.
Humour britannico contrasti generazionali tra Oriente ed Occidente.
L'odio ( La haine) di Mathieu Kassovitz, Francia, 1995, (versione doppiata in lingua italiana).
Venti ore - una giornata balorda e una notte brava - nella vita di tre giovani proletari: un bianco ebreo, un maghrebino e un africano, alla deriva tra il quartiere di Muguets, a 30 km dalla Tour Eiffel e il centro di Parigi.
Un bacio appassionato, di Ken Loach, Gran Bretagna, Belgio, Germania, Italia, Spagna, 2004, Drammatico, 103'
Casim è un ragazzo pachistano di seconda generazione che vive a Glasgow (Gran Bretagna). Lavora come DJ nei locali più alla moda della città e sogna di riuscire a possedere, un giorno, un nightclub di sua proprietà. I suoi genitori, Tariq e Sadia, sono musulmani praticanti e vorrebbero che Casim sposasse la bella cugina Jasmine, che presto arriverà in Inghilterra. Tuttavia, le cose cambiano quando Casim incontra Roisin, una ragazza che insegna nella scuola di sua sorella Tahara e che gli sembra molto diversa da quelle che ha conosciuto finora. (Recensione da "Il Resto del Carlino")
Sognando Beckham ( Bend It Like Beckham), di Gurinder Chandha, Gran Bretagna, 2002.
Jess ha 18 anni, gioca a calcio come il suo idolo Beckham e vorrebbe diventare una stella de football. Ma c'è un problema, Jess è una ragazza e per di più di origine indiana, quindi la sua famiglia ha ben altri progetti in serbo per lei. Insieme alla sua amica Jules, anche lei appassionata di calcio, stanno per raggiungere il sogno di andare a giocare negli Stati Uniti ma qualcosa va storto.
Mississippi Masala, di Mira Nair - drammatico, USA, 1990, 109', (versione doppiata in italiano). Premio UNICEF alla Mostra del Cinema di Venezia del 1991. Nel 1972 il temuto generale Idi Amin, dittatore dell'Uganda, ordina l'immediata espulsione dal Paese di tutti gli asiatici e la confisca dei loro beni. Perciò l'indiano Jay, con la moglie Kinnu e la figlioletta Mina, deve partire precipitosamente da Kampala assieme agli altri indiani, abbandonando il benessere e quel paese che per lui rappresentano il paradiso perduto. Nel 1990 Jay vive negli Stati Uniti, nel Mississipi, con moglie e figlia, e la sua, come molte altre famiglie di origine indiana, lavora in un motel. Mentre Jay non si è rassegnato all'abbandono dell'Uganda, e perciò continua a scrivere regolarmente pratiche indirizzate al nuovo governo di quel paese, per riottenere nazionalità e proprietà, la moglie Jinny si è adattata invece, unendosi alla numerosa comunità indiana locale.
Jungle fever, di Spike Lee, USA 1991, 126', (versione doppiata in lingua italiana).
È dedicato a Yusef Hawkins, un giovane afroamericano ucciso nel 1990 in circostanze assurde: recatosi a Brooklyn per comprare una macchina il giovane passò dal sobborgo italiano di Bensonhurst a Brooklyn, dove nello stesso momento una ragazza bianca stava litigando con il suo ragazzo, e per indispettirlo gli disse che proprio in quel momento un nero stava andando a prenderla. Gli amici italoamericani del giovani reagirono appostandosi, in attesa. Proprio in quell'istante passò Yusef Hawkins, e fu colpito da un proiettile, sparato da uno dei giovani, Joey Fama.
Fa' la cosa giusta, di Spike Lee, USA, 1989, 114', (versione doppiata in lingua italiana).
Nella pizzeria dell'italo-americano Sal (che, coadiuvato dai figli Vito e Pino, vende da anni pizze ai suoi numerosi clienti di colore, mentre il giovane Mookie, nero anche lui, fa il servizio delle consegne a domicilio, con qualche rapida sosta o dalla sorella, o presso la donna che gli ha dato un figlio) la giornata trascorre nel fannullonismo generale, mentre circolano e bevono birra i soliti tipi: un vecchio ubriacone; un predicatore farneticante che vende immagini di Martin L. King e di Malcolm X; il giovane "Radio" Raheem (con sempre in mano un rosso radioregistratore a tutto volume) e soprattutto un certo Buggin Out, altro giovane nero del posto, attaccabrighe patentato, che ce l'ha con Sal perché sui muri della pizzeria non ci sono ritratti che di artisti bianchi.
Il terrone (katzelmacher), di Rainer Werner, Germania, 1969, 85'.
Katzelmacher racconta la storia di Jorgos, immigrato turco, e delle
reazioni che suscita in un gruppo di amiche e amici della provincia
tedesca. Freddo e lucidamente spietato, semplice nella messa in scena
eppure complesso nella descrizione delle dinamiche psicosociali e
sessuali, Katzelmacher preannuncia temi che saranno poi riproposti in
film successivi del grande cineasta tedesco.
Pane Amaro, di Gianfranco Norelli, Italia, 2007.
Film-documentario del giornalista e regista italoamericano Gianfranco Norelli, che rievoca ed esamina alcuni fra gli eventi piu’drammatici e meno conosciuti nella storia di oltre cinque milioni di immigrati italiani negli Stati Uniti, arrivati fra il 1880 e la seconda guerra mondiale.
Nuovomondo (The golden door), di Emanuele Crialese - drammatico - Italia- Francia, 2002, 112'.
Siamo agli inizi del Novecento e in Sicilia, una decisione cambierà la vita della famiglia Mancuso la quale decide di scegliere di lasciarsi il passato alle spalle e iniziare una vita nuova nel Nuovo Mondo.
La vera leggenda di Tony Vilar, di Giuseppe Gagliardi - musical - Italia, 2006, 93'.
Un cantautore dei nostri tempi, decide di mettersi sulle tracce di colui che, ai tempi delle emigrazioni degli italiani in Argentina fu uno dei più popolari cantanti del dopoguerra in sudamerica, Tony Vilar, che fu il primo a far cantare il mondo con "Cuando calienta el sol".
Mambo Italiano, di Émile Gaudreault - commedia - Canada, 2003.
"Mambo Italiano"… Segui il ritmo, unisciti alla sexy danza latina e guarda i personaggi esplodere sullo schermo. Sono italiani che vivono a Montreal - ma potrebbero vivere in qualunque grande città del mondo occidentale che abbia una comunità italiana. Angelo (Luke Kirby di grande talento), è il titolare di un'agenzia di viaggi che, alle soglie dei trent'anni, sta cercando di diventare uno sceneggiatore televisivo. Nino, il suo migliore amico (Peter Miller), è un ufficiale di polizia molto rispettato. Maria e Gino (la cantante star del Quebec Ginette Reno e il veterano di Hollywood Paul Sorvino), sono i genitori di Angelo, emigrati a Montreal nel 1950 e sposati subito dopo il loro arrivo nel "nuovo mondo", un mondo al quale ancora non si sono del tutto abituati.
Human Trafficking è un film di Christian Duguay, Canada-USA, 2005, 240'.
Una fiction televisiva sul traffico degli esseri umani per smuovere le coscienze. La produzione fa parte di una serie di film socialmente impegnati, che trattano temi come la proliferazione di armi nucleari o le molestie sessuali, con un intento educativo nei confronti del pubblico. La fiction mostrerà i meccanismi di "approvvigionamento" e di generazione di profitto delle organizzazioni dedite al traffico di esseri umani. Ci sarà anche spazio per seguire piccole storie personali come quella di una madre sola della Repubblica ceca o di una giovane ragazza ucraina arrivata in occidente con il sogno di fare la modella.
Verso l’eden, di Costa Gavras, Italia – Francia 2009, 111 ‘.
Ognuno ha la sua storia. Il mendicante che chiede l'elemosina ha una storia. La donna che dorme ubriaca nella metropolitana ha una storia.
L'uomo che, come Charlie Chaplin, scappa alla semplice vista dell'uniforme di un poliziotto ha una storia. Come nell'Iliade, le avventure di Elias, eroe senza alcuna leggenda, comincia dal mar Egeo. Su quella stessa costa e sotto quello stesso cielo che ha visto l'alba della civiltà.
Dopo molte brevi avventure, inclusa una sosta in Paradiso, ed una breve all'Inferno, Elias si ritrova magicamente a Parigi, quella stessa Parigi splendente che lui fino a quel momento aveva solo potuto sognare.
Khamsa, di Karim Dridi, Francia 2008, 110’.
Marco (interpretato dall’esordiente Marc Cortes) ha undici anni, un passato complicato alle spalle ed un futuro ancora più drammatico. Fuggito dalla famiglia a cui era stato dato in affido torna al campo nomadi dov’è nato (siamo nella periferia di Marsiglia) per riunirsi alla propria famiglia naturale, che però lo accoglie con fastidio.L’unico affetto del bambino è la morente nonna, che costretta in un letto all’interno d’una baracca del campo spirerà di lì a pochi giorni. Marco osserva il mondo con dei grandi occhi neri persi nel vuoto, la vita sembra scorrergli addosso priva d’alcun senso.
Entre les murs, di Laurent Cantet, Francia, 2008, 128’.
François Bégaudeau è insegnante di francese in una scuola media superiore parigina. Facciamo la sua conoscenza mentre si incontra con i colleghi (vecchi e nuovi arrivati) ad inizio anno scolastico. Da quel momento rimarremo sempre all'interno delle mura scolastiche seguendo il suo rapporto con una classe. Il suo metodo d'insegnamento, che si rivolge a un gruppo eterogeneo di ragazzi e ragazze, mira ad offrire loro la migliore educazione possibile in una realtà cui i giovani non hanno un comportamento sempre inappuntabile e possono spingere anche il migliore dei docenti ad arrendersi a un quieto vivere che non richieda confronti e magari scontri con gli allievi. (Francia)
Doichlanda, di Giuseppe Gagliardi, Italia, 2003, 45'.
Il viaggio musicale di una band etno-rock nei ristoranti calabresi in Germania. Un viaggio che racconta, attraverso le facce degli emigranti, i cambiamenti, le trasformazioni e le contraddizioni di una dinamica culturale di estremo interesse. Doichlanda è il modo in cui gli emigrati calabresi usano chiamare la Germania e indica anche un luogo che offre nuove possibilità di lavoro.
Solino, di Fatih Akin, Germania, 2002, 124'.
La famiglia Romano, giovane coppia con due bambini, Gigi e Giancarlo, nel 1964 decide di lasciare il paese natale nelle Puglie, Solino, per trasferirsi a Duisburg Germania, nel cuore del complesso industriale e siderurgico della Ruhr, dove alcuni compaesani hanno già trovato lavoro. L'impatto è traumatico e la miniera troppo dura per Romano, ma Rosa ha un'idea: aprire la prima pizzeria di Duisburg. Negli anni la famiglia conquista la tranquillità economica e i due fratelli crescono e diventano adulti in una società che, soprattutto per i giovani, sta cambiando velocemente. I primi amori e la passione di Gigi per il cinema divideranno i due fratelli fra la Germania e il paese natale.
Il vento di settembre, di Alexander J. Seiler, Svizzera 2002; 105 min.,
Quarant'anni dopo «Siamo italiani», l'autore interpella alcuni uomini e donne che allora erano venuti in Svizzera dall'Italia meridionale. Le giovani coppie pugliesi di un tempo si godono in patria i frutti della loro vita lavorativa all'estero, aspettando la visita dei figli adulti «svizzeri».
Pane e cioccolata, di Franco Brusati - commedia, Italia, 1973, 115'..
Nino è un emigrato che vive e lavora in Svizzera. Accidentalmente smarrisce il permesso di soggiorno. Da qui una serie di avventure per non perdere il lavoro ed essere rispedito in Italia. Un industriale suo compatriota, lo assume presso la propria azienda. Sfortuna vuole che la società fallisca e l'industriale cada in depressione dopo la perdita della moglie. Nino decide allora di farsi passare per svizzero, ma viene smascherato. Rischiando l'immediata espulsione dal Paese elvetico...
Lo stagionale, di Alvaro Bizzarri, Italia, 1971.
E’ la storia di un vedovo, immigrato italiano che, sostenuto dalla solidarietà di altri immigrati, riesce a ricongiungersi al figlio. Sullo sfondo l’infamia dei bambini invisibili, centinaia di bambini per anni rinchiusi in casa col divieto di affacciarsi alle finestre, di aprire la porta e di fare rumore, effetto di una legge, ora abolita, che di fatto impediva agli immigrati di poter fare un qualsiasi progetto per il futuro. Il film creò scandalo nell’opinione pubblica e creò le condizioni per una revisione della legge.
I magliari, di Francesco Rosi, Italia, 1959, drammatico, 107'.
In Germania, un gruppo di napoletani tenta di instaurare il monopolio della vendita di stoffe. Un gruppo concorrente di esuli polacchi crea mille difficoltà obbligando gli italiani a fare e disfare alleanze e accordi con un ricco industriale tedesco. Tra tanti affari, una storia d'amore tra la bella moglie di Mayer e Mario, giovane operaio. I due, comunque, si lasciano quando Mario decide di abbandonare tutto e tornare in Italia.
Gli anni che non ritornano (La Meilleure part), di Yves Allégret, Francia- Italia, 1955, 90'.
Edificante dramma semidocumentaristico sul lavoro umano e l'internazionalismo operaio.
Il cammino della speranza, di Pietro Germi - drammatico, Italia, 1950, 101' .
Dalla Sicilia, un gruppo di minatori a causa della mancanza di lavoro tenta la fortuna andando in Francia, ma qui vengono ingannati da colui che li aveva ingaggiati e costretti dalla polizia a rientrare in Italia. Alcuni di loro però non demordono e riescono alla fine a convincere i finanzieri a farli oltrepasare il confine.
Il colore delle parole, di Marco Simon Puccioni, Italia, 2009, 70’.
Teodoro, da trenta anni in Italia, è poeta e mediatore culturale, Martin è musicista e informatico, Justin sindacalista e Steve mediatore culturale. Questi i protagonisti de Il Colore delle parole. Tutti vivono e lavorano in Italia da oltre trenta anni, sono africani e non sono ancora cittadini italiani. Questo documentario esplora il loro mondo e la condizione di chi si batte per il diritto all’integrazione perché “migrare non è un reato!” – come dice uno dei protagonisti.
Sognavo le nuvole colorate, di Mario Balsamo, Italia, 2008, 65 ‘.
Il film documentario “Sognavo le Nuvole Colorate" s’incentra su una storia di forte attualità, connotata da una prospettiva inusuale. Edison è un bambino albanese che emigra in Italia a soli nove anni, senza i genitori, in un viaggio della speranza, su di un gommone. E’ in cerca di un’esistenza possibile, ma non si sente una vittima, piuttosto il protagonista di un’avventura, a caccia di nuvole colorate. Una sfida al mondo e a se stesso, giocata tra le mille facce di chi recita un ruolo o forse di chi vuole solo smarcare la sua infanzia senza respiro.
Voci di donne native e migranti, di Rossella Piccinno, Itallia, 2008, 14 ‘.
La questione dell’immigrazione nel Salento presso il forum Naemi di Lecce, forum che riunisce native e migranti per favorire lo scambio interculturale e l’integrazione sociale. Da questa indagine emerge un quadro ricco di ombre, in cui segregazione e sfruttamento rappresentano i maggiori problemi per molte donne che, giunte nel nostro paese in cerca di una vita migliore, si vedono negare ogni diritto, proprio in una terra con una lunga storia di emigrazione alle spalle.
Come un uomo sulla terra, di Andrea Segre, Dagmaui Ymer, Riccardo Biadene, Italia, 2008, 60 ‘.
La voce diretta dei migranti etiopi sulle brutali modalità con cui la Libia sta operando, per conto e grazie ai finanziamenti di Italia ed Europa, il controllo dei flussi migratori dall’Africa. Dag studiava Giurisprudenza ad Addis Abeba, in Etiopia. A causa della forte repressione politica nel suo paese ha deciso di emigrare. Nell’inverno 2005 ha attraversato via terra il deserto tra Sudan e Libia. In Libia, però, si è imbattuto in una serie di disavventure legate non solo alle violenze dei contrabbandieri che gestiscono il viaggio verso il Mediterraneo, ma anche e soprattutto alle sopraffazioni e alle violenze subite dalla polizia libica, responsabile di indiscriminati arresti e disumane deportazioni. Sopravvissuto alla trappola Libica, Dag è riuscito ad arrivare via mare in Italia, a Roma, dove ha iniziato a frequentare la scuola di italiano Asinitas Onlus punto di incontro di molti immigrati africani coordinato da Marco Carsetti e da altri operatori e volontari.
Laissez-Les Grandir ici, di L. Abelanski e M. Abramovici, Francia, 2007.
Documentario sul movimento di protesta, che prende piede nelle scuole francesi, contro la legge che minaccia di espulsione i bambini senza permesso di soggiorno.
La luna di Kiev, di Marcella Piccinini, Italia, 2007, 20’.
Un pullman diretto verso Kiev ogni settimana parte da Roma per arrivare a destinazione dopo tre lunghi giorni. Le donne che noi "europei" chiamiamo "badanti" sono le viaggiatrici, un viaggio fatto di sole immagini che racconta il loro vissuto: il distaccamento dalla loro terra e dai loro legami; per venire in Italia. La storia che si vuol raccontare è la storia di donne ,di una terra, di una nazione. Donne che vengono a curare i nostri anziani, raccontando di loro come di una seconda famiglia.
Via san Dionigi, 93: storia di un campo Rom, di Tonino Curagi e Anna Gorio, Italia, 2007, 75’.
Negli ultimi mesi la questione dell’integrazione dell’etnia Rom in Italia è diventata di enorme rilevanza per l’opinione pubblica italiana e internazionale, al punto da essere argomento di dibattito al parlamento europeo. Il campo abusivo di Via San Dionigi 93, alla periferia Sud-Est di Milano, era abitato da oltre centocinquanta rom provenienti dalla Romania. I volontari della Casa della Carità e dell’Associazione Nocetum li hanno seguiti e sostenuti, mediando con le istituzioni sulle questioni più urgenti, come la regolarizzazione dei documenti, la scolarizzazione e l’alfabetizzazione, l’igiene, l’ordine pubblico.
Sidelki - badanti, di Katia Bernardi, Italia, 2007, 50 ‘.
Documentario/montaggio di interviste a badanti di Katia Bernardi: un film-verità che riesce ad emozionare.
Le ferie di Licu, di Vittorio Maroni, Italia, 2006, 93’.
Nato in Bangladesh ma abitante ormai da sei anni a Roma, Licu, da poco non è più clandestino e per vivere lavora 12 ore al giorno facendo due lavori. Nonostante tutte le difficoltà il ragazzo sembra ormai molto integrato, quando, riceve dalla madre la foto di una ragazza di diciotto anni; si chiama Fancy ed è la sposa che la sua famiglia ha scelto per lui. Licu ottiene solo quattro settimane di ferie non pagate per andare in Bangladesh e organizzare il matrimonio con una persona che non conosce. Ma al suo arrivo i negoziati tra le famiglie dei promessi sposi si complicano. Il Bangladesh è sommerso dall’alluvione più imponente degli ultimi cinquant’anni.
L'orchestra di Piazza Vittorio, di Agostino Ferrente - documentario musicale, Italia 2006, 90'.
Il film documenta la nascita dell'Orchestra di Piazza Vittorio, nata dall'iniziativa di Mario Tronco (tastierista degli Avion Travel) e Agostino Ferrente (regista del film). L'Orchestra, riunisce musicisti di varie etnie che vivono nel quartiere Esquilino, noto per essere il più multietnico di Roma. Il progetto si prefigge appunto di far coesistere varie persone, varie visioni del mondo, varie culture, che giorno dopo giorno si confrontano nello stesso quartiere...
Cahloucha, di Nejib Belkadhi, Tunisia, 2006, 80 ‘.
Un esilarante documentario tunisino sulla passione del cinema che ha fatto molto parlare di sé tra cinefili ed addetti ai lavori. Le riprese di un inseguimento in un magazzino ci introducono immediatamente nel clima di VHS Kahloucha, un divertente documentario che racconta come Moncef Kahloucha, imbianchino che vive nel povero quartiere di Kazmet alla periferia della città di Sousse in Tunisia, ha trasformato la sua passione per il meraviglioso mondo del cinema di genere degli anni ’70 in una realtà concreta.
Kevin Annett e il genocidio del Canada, di Louie Lawless, USA, 2006, 105’.
Film documentario sullo sterminio degli aborigeni del Canada.
Il mondo addosso, di Costanza Quatriglio, Italia, 2006, 90'.
Arrivano da lontano, non hanno ancora diciotto anni e sono soli, hanno fatto tanta strada; tanta strada li attende. La loro casa era in Afghanistan, in Romania, in Moldavia. Per alcuni i legami familiari sono stati spezzati dalla guerra, da altri le famiglie attendono un aiuto finanziario. Le storie di Cosmin, Inga, Mohammad Jan e Josif si intrecciano nell'incertezza dell'oggi e nella fatica di costruirsi un futuro.
A sud di Lampedusa di Andrea Segre, Italia, 2006, 32'.
Girato nel deserto del Sahara nel maggio 2006 il documentario ci trasporta al di là del Mediterraneo, raccontandoci la faccia nascosta di un’emigrazione di cui noi vediamo solo la tappa finale: lo sbarco nell’isola di Lampedusa. Ma chi sono questi migranti? Da dove vengono? Perché emigrano? A queste e a tante altre domande, il documentario tenta di dare una risposta, ma soprattutto di mostrarci e di farci percepire il vissuto di questi tanti cittadini africani in fuga dai loro paesi per scelta, per disperazione o anche per desiderio di conoscenza.
"Monongah, Marcinelle americana", di Silvano Console, Italia, 2006.
Film documentario prodotto da FILEF sull'emigrazione del primo novecento verso gli USA e sulla tragedia mineraria di Monongah.'Monongah, la Marcinelle americana', ripercorre attraverso la storia della famiglia Basile, partita dall'Abruzzo, lo sradicamento e il difficile travaso nella società americana.
Inatteso, di Domenico Distilo, Italia, 2005, 52',
Un viaggio nella geografia dell’esilio di eroi, disertori e profughi delle guerre post-coloniali dell’Africa, nuovi migranti d’Europa
Supino (un grido per i rom), di Gillian Darling Kovanic, 72’.
Il documentario "SUSPINO - Un grido per i rom" offre uno sguardo sulla persecuzione che affligge la minoranza europea più numerosa e umiliata. Con la caduta del comunismo e il rafforzamento del nazionalismo di destra, i rom sono diventati il capro espiatorio delle nuove democrazie dell'Est Europa. A causa di violenti conflitti e discriminazioni, decine di migliaia di rom dell'Europa Orientale scappano dai loro Paesi. Questo video parla della Romania, dove la più grande concentrazione di rom in Europa è considerata 'nemico pubblico'. E parla dell'Italia, dove i rom sono considerati nomadi e relegati a vivere nei campi, negando loro i diritti umani fondamentali concessi ai rifugiati e ai cittadini stranieri.
Apni tumi tui/Il cantiere delle relazioni
A Monfalcone, cittadina di venticinquemila abitanti sulla costa del Friuli Venezia Giulia, arrivano in pochi anni settecento, forse mille bangladeshi. Giungono fin qui attirati dalla possibilità di trovare un lavoro nelle ditte esterne a cui Fincantieri appalta l’allestimento delle navi da crociera più grandi e belle del mondo. Questo documentario è uno dei possibili racconti dell’incontro tra due mondi lontani: l’Italia e il Bangladesh, così come avviene in una cittadina di provincia che è nata come company town agli inizi del novecento e ora, alla luce dei grandi cambiamenti economici e sociali degli ultimi anni, cerca una sua definizione
Immigrati, di Roberto Olla, Italia, 2002.
Catenaccio in Mannheim, di Mario Di Carlo, Italia, 2001, 33'.
Racconta la vita di emigranti italiani in Germania. Il documentario osserva soprattutto la situazione di sette giovani tedeschi di origine italiana che, ognuno a suo modo, cercano di trovare la propria identità e di uscire dallo stereotipo del “figlio del lavoratore immigrato”. Ci si pone la seguente domanda: cosa sanno in realtà i figli dei “gastarbeiter” della vita dei propri genitori e nonni, della vita vissuta tra emigrazione e inserimento in una nuova società?Un emigrato della seconda generazione cerca di trovare una risposta, intraprendendo una viaggio personalissimo da Mannheim - nell’esaltazione dei campionati mondiali di calcio del 2000 - al paese natale del padre in Sicilia.
Performing the border, Svizzera-Messico, 1999, 42'. (Rassegna stampa cestim)
video documentario sulla realtà della zona di Ciudad Juárez al confine tra USA e Messico, tra sfruttamento economico e immigraizone clandestina.
Siamo italiani, di Alexander J. Seiler, R. Gnant, J. Kovach, 1964, 79', (testo in tedesco).
Documentario sugli emigranti italiani in Svizzera.
Ragazzi venuti da lontano, di Alessandro Leone e Daniele Azzola.
Dieci piccoli documentari realizzati dalla Ester Production che raccontano come altrettanti giovani: “Studenti, sportivi, lavoratori che con l’integrazione hanno abbattuto le barriere etniche”.
Mamme a catena, colf e badanti filippine all'epoca dello sfruttamento globalizzato.
Documentario sulla condizione delle donne straniere. E' un vero e prorpio atto di denuncia dello sfruttamento globalizzato il film "Mamme a catena" di Marje Meerman proiettato all'incontro "Donne migranti nella globalizzazione: badanti colf e tate" promosso a Roma, su proposta della consigliera aggiunta Irma Tobias Perez, dalla Commissione delle elette. Un documento che mette a nudo la condizione delle cosiddette "madri transnazionali" filippine. Donne che guadagnano l'equivalente di 35mila pesos, sulle quali ricade il peso dell'assistenza di un'intera famiglia.
New World Border
Un documentario sui diritti degli immigrati ai confini tra il Messico e gli Stati Uniti
Film Documentari della FILEF on-line e scaricabili gratuitamente
Il percorso dell'altro, un film sulla diaspora capoverdiana.
Presa diretta, programma tv in onda su Rai Tre.
Migranti:
La prima puntata del 01/02/09 di Presadiretta è un viaggio attraverso le incongruenze e le grandi difficoltà a cui gli stranieri che lavorano in Italia sono sottoposti per vedere riconosciuti i loro diritti. Il tema è approfondito con un’inchiesta a più mani, un lavoro corale in cui si alternano i reportage di Riccardo Iacona a servizi di altri inviati.
Caccia agli zingari
La puntata 22/02/09 del inizia con lo sgombero di un campo nomadi del popoloso e centrale quartiere Testaccio di Roma, seguito da Cinzia Torriglia. Sono i Rom di Testaccio, Sinti italiani da più generazioni costretti a lasciare il luogo dove in molti hanno socializzato e costruito abitudini, dove si sono sposati e dove i figli sono andati poi a scuola. Con continui spostamenti sono stati trasferiti sempre più lontano dal centro di Roma e costretti a sopravvivere nelle periferie metropolitane prive di servizi essenziali e a fronteggiare l’ostilità crescente degli abitanti.
Anno zero, programma tv di Michele Santoro, in onda su Rai Due.
«Tutti dicono di voler andare in America o in Italia, ma poi tutti vogliono tornare...».
Il Mestiere di Vivere programma tv in onda su Rai Tre.
RAÍZ Radici a Capo Verde
Il film racconta, attraverso l'arco di una stagione, la vita quotidiana di alcuni nuclei familiari capoverdiani che vivono a Roma da trent'anni: le relazioni tra i famigliari, i conflitti generazionali e le quotidiane questioni legate al sacrificio e al lavoro con lo scopo di offrire un quadro, il più completo possibile, sia dei problemi specifici legati alla condizione di stranieri sia dei problemi, assolutamente universali e indipendenti dalla condizione sociale, propri di ogni donna, di ogni madre nel contesto del lavoro e della famiglia.
Approdo Italia
Approdo Italia racconta la storia di alcuni personaggi, gente comune, che ha scelto quotidianamente di convivere con i drammi degli immigrati. Si tratta di volontari, slegati da istituzioni statali e per questo "invisibili", che per scelta hanno deciso di occuparsi delle vicende umane dei clandestini.
Un pò di India
Nebbie mattutine con il sole che sale a fatica dall’orizzonte, impronte sulla terra ancora impregnata di brina, stivali di gomma e turbante, il sikh apre la stalla della fattoria modello e inizia il rito della mungitura. Le storie di due gruppi di giovani sikh che vivono e lavorano nelle cascine di Novellara e Luzzara, nella Pianura Padana: una nuova generazione in bilico tra due culture, un modello di integrazione positiva.
Una cinese a Roma
Di tutte le comunità straniere che vivono nelle nostre grandi città è proprio quella cinese ad essere la più misteriosa. La maggioranza degli italiani pensa che i cinesi che vivono qui, sono soltanto quelli “che aprono i ristoranti” oppure quelli “che lavorano troppo”. I pregiudizi culturali, oltre alle oggettive difficoltà legate alle differenze di lingua, ci hanno reciprocamente tenuto distanti.
CESTIM Centro Studi Immigrazione onlus
via S.Michele alla Porta 3 - 37121 Verona
Tel. 0039-045-8011032 - Fax 0039-045-8035075
E-mail: info@cestim.it
"La prima schiavitù è la frontiera. Chi dice frontiera, dice fasciatura.
Cancellate la frontiera, levate il doganiere, togliete il soldato, in altre parole siate liberi.
La pace seguirà." (Victor Hugo)
"Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora io reclamo il diritto di dividere il
mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro.
Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri" (don Lorenzo Milani)