| MIGRANTI Tragedie di emigranti. Viaggi che costano
la vita, per esser rimandati indietro senza neanche poter chiedere asilo Asilo negato a Bari Profughi salvati in extremis da un vergognoso rimpatrio in Sri Lanka Striscioni con scritto «Contro i rimpatri, diritto d'asilo per tutte/i» e «Libertà di circolazione, chiudiamo i lager per migranti» hanno invaso ieri l'aereoporto di Bari-Palese. Una delegazione di attivisti e parlamentari, tra cui gli onorevoli Alba Sasso dei Ds e Giovanni Russo Spena di Rifondazione comunista, sono riusciti a fermare il rimpatrio di 48 cittadini dello Sri Lanka, 38 dei quali appartenenti alla minoranza Tamil. I 48 cingalesi erano arrivati il 15 dicembre a Catania, da lì sono stati trasferiti prima a Crotone e poi nel cpt di Borgo Mezzanone a Foggia. Nessuno, in questo mese, si è preoccupato di informarli dei loro diritti. «Quando siamo riusciti a trovare un interprete - spiega Alba Sasso - abbiamo capito che i cingalesi erano convinti di aver chiesto asilo politico». Insomma, erano completamente all'oscuro di ciò che gli stava capitando. Addirittura, al momento dell'imbarco in mano non avevano nemmeno un decreto di espulsione. Un episodio gravissimo, che si è risolto grazie all'intervento in extremis dei parlamentari e dei militanti no global. «Ma quante situazioni di questo tipo si verificano in Italia e noi non le conosciamo?», chiede Alba Sasso. Giusto ieri Amnesty International ha lanciato un nuovo appello alle autorità italiana sul caso di Muhammad Said al-Sakhri, l'oppositore siriano rimpatriato dall'aereoporto di Malpensa il 28 novembre scorso nonostante avesse fatto richiesta di asilo politico. Al-Sakhri è tuttora irrintracciabile in Siria. Sul sito www.amnesty.it è possibile sottoscrivere un appello in suofavore. |